Giorni e giorni passati a stretto contatto con i Vrykul ci hanno insegnato molto su di loro. Grazie alle indagini della Lega degli Esploratori e ai continui scontri sono emerse notizie fondamentali per la comprensione di questo popolo.
Le rovine disseminate nella zona del fiordo sembrano databili a decine di migliaia di anni fa, quindi I Vrykul calcavano il suolo di Azeroth ben prima della Grande Spaccatura e dell’era degli Elfi. Tra queste rovine spicca un enorme statua raffigurante un Titano, uno dei cosiddetti “Grandi Padri” che diedero forma ad Azeroth e crearono le grandi “Visioni” sorvegliate dei Draghi.
Essi possedevano una scienza metallurgica ed edile molto avanzata derivata direttamente da quella dei Titani. Ed è proprio ai Titani che i Vrykul furono devoti per migliaia di anni dopo la loro scomparsa da Azeroth. Si presuppone che come i Nani discendevano dagli Earthen, i Vrykul nel remoto passato, fossero fatti di metallo, come i grandi giganti che dimorano in queste terre, e ad un certo punto hanno subito una mutazione che li ha resi di carne, non soggetti alla programmazione originaria dei Titani. La loro religione è però totalmente ispirata ai Grandi Padri e a degli spiriti guerrieri che sembrano proteggere il loro trapasso. Nonostante il cipiglio e la loro durezza, rimasero in pace per lunghissimo tempo.
Finchè questi ultimi non credettero di essere stati dimenticati dai propri Dei.
Ad un certo momento della storia, circa 15000 anni fa, molti figli dei Vrykul nacquero deformi secondo i canoni. Erano piccoli e deboli, assolutamente inadatti alla vita dura che conducevano. Per il Re Ymrion però era un segno di sventura e per essere fedeli ai Titani, dovevano disfarsi di tutte quelle creature che non erano pure. Tuttavia molti genitori ritennero che una tale misura fosse assurda. Probabilmente quei nuovi nati non erano adatti alla vita nelle regioni del nord di Azeroth ma se avessero cercato dei posti più vivibili avrebbero avuto una possibilità . I Vrykul iniziarono a disperdersi dunque; anche i fedeli al Re Ymrion sparirono misteriosamente, fino al nostro arrivo in Northrend.
Ora questa stirpe guerriera esistente fin dai primordi del Mondo, ci sbarra la strada verso Icecrown e sembra aver adottato i metodi del Re Lich affidandosi a spiriti corrotti, angeli della morte al servizio di Arthas. Vampirismo, uso della non-morte e spietatezza. Hanno anche asservito e addestrato imponenti lupi e creature draghiformi per conquistare e tenere sotto assedio Valgarde. Se non fermiamo questi continui assalti, Valgarde non resisterà a lungo. Sul grande balcone di Utgarde, in posizione di comando, il comandante Ingvar urla con voce tonante di attaccare senza pietà ogni trasgressore. Riusciamo a sentire dal fondo del fiordo la sua voce che riecheggia e per un istante abbiamo l’impressione che ci guardi con odio da quell’altezza verginosa.

Non ci resta che varcare i cancelli della roccaforte di Utgarde perrompere questo stallo. Iniziamo dal basso la scalata a questa enorme fortezza, dalle catacombe. Tutto sembra fatto a misura di gigante. I Vrykul sono una compagine molto compatta e solidale, fedelissimi al loro re e incuranti della morte. Alcuni di loro riappaiono in forma di spirito, dopo il decesso e continuano a combattere da non-morti. La trasformazione però sembra imperfetta e senza qualche supporto magico vicino, i fantasmi scompaiono.

Risaliamo le imponenti forge, dove questa gente lavora il metallo direttamente in mezzo alle fiamme e attraversando le loro difese e il calore bruciante giungiamo fino al terrazzo dove il comandante dei draghi d’assalto da gli ordini ai grandi cavalieri volanti.
E’ giunto il momento di fermare questo attacco. Da solo Ingvar potrebbe tenere testa a un intero drappello ed è conscio di questo. L’orgoglio Vrykul è indistruttibile come la loro fortezza. Abbiamo la meglio ma piuttosto che ammettere la sconfitta, Ingvar preferisce invocare uno spirito dell’aldilà il quale con sdegno per il suo fallimento lo tramuta in un non-morto ancora più feroce. La trasformazione e la rabbia di Ingvar ci travolgono, ma anche se il suo incalzare è difficile da reggere ne abbiamo la meglio ponendo fine a questo
ennesimo scempio.
Continuiamo a non saperne abbastanza della religione Vrykul per capire cosa siano quegli spiriti ma abbiamo il sospetto che abbiano un ruolo importante nel comportamento ostile di questi giganti. Il sospetto che essi siano stati plagiati con l’inganno rimane. Per ora proclamiamo felici la nostra vittoria gridandola dal grande balcone e anche da Valgarde esultano per la sconfitta del comandante.
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